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Management Schizofrenia

Modello riabilitativo integrato per il Management del paziente Schizofrenico

Modello riabilitativo integrato per il Management del paziente Schizofrenico - I.N.P.P.C.
UN NUOVO MODELLO POPOSTA  DI MANAGEMENT DEL PAZIENTE SCHIZOFRENICO: DAL MODELLO PSICHIATRICO-ASSISTENZIALE A QUELLO RIABILITATIVO INTEGRATO.


Spesso sentiamo dire che assistere una persona cosiddetta schizofrenica comporta una notevole fatica materiale e psicologica per coloro che se ne occupano, in primo luogo le famiglie, che possono sperimentare sentimenti di inadeguatezza, colpa, tristezza, stress, preoccupazione per il futuro, perdita. Nel tentativo di lenire le sofferenze di malati e famiglie e il disagio degli operatori, la psichiatria contemporanea da un lato punta al sostegno psicologico delle persone significative, dall'altro alla rieducazione delle abilità interpersonali e al reinserimento lavorativo del paziente.
Il modello generale di assistenza al “malato”schizofrenico è quello di fornire assistenza sociale, visite psichiatriche programmate, assistenza infermieristica, somministrazione dei farmaci presso o CSM o domicilio,incontri con i familiari, ricoveri in divisione psichiatrica in regime volontario o coatto nei casi di emergenza, borse lavoro, gruppi appartamenti, comunità terapeutiche. Come possiamo vedere il modello è piuttosto complesso.
 
Definiamo questo modello come “psichiatrico-assistenziale”, cioè come un modello nel quale il paziente viene accompagnato e assistito in ogni suo azione: gli viene trovato il lavoro, gli vengono somministrati i farmaci, gli viene dato l’appartamneto, magari anche la pensione di invalidità. Inoltre va nel in qualche centro della AUSL dove passa il tempo parlando on persone con gli stessi problemi. In termini psicologici possiamo definire questo modello come un modello in cui il paziente schizofrenico e gli operatori stabiliscono un rapporto verticale: l’ente diventa erogatore di servizi. Rispetto a questo modello ci sono, poi, realtà che funzionano e realtà assolutamente inefficienti. Molti operatori, dallo psicologo all’infermiere, sono in realtà felici altri no.
 La domanda che ci poniamo è fino a che punto questo modello sia scientificamente efficace.
Il modello riabilitativo integrato, che la letteratura internazionale propone, è fatto sì di tutti i servizi proporsti ma con un ruolo centrale della responsabilità del paziente. In altri termini il modello che noi proponiamo è un modello in cui centrale diventa la responsabilizzazione del paziente ma non l’assistenza. L’assistenza gira intorno alla responsabilità del paziente e non viceversa. Questo modello parte dall’evidenza clinica che generalmente i pazienti schizofrenici non vengono responsabilizzati attraverso un percorso psicoterapeutico ma deresponsabilizzati con l’assistenza, in totale buona fede, offerta dagli operatori.
 
Il modello riabilitativo integrato prevede 5 nuclei:
1.      Il primo nucleo (nucle principale direttivo e gestionale)è quello del rapporto medico-paziente e psicoterapeuta-paziente. Nel primo si stabilisce un rapporto psichiatrico col quale il medico responsabilizza il paziente all’assunzione dei farmaci. Nel secondo lo psicoterapeuta lavora col paziente prima sull’insight e sulla compliance alla psicofarmaco terapia. Successivamente psichiatra e psicoterapeuta si confrontano: lo psichiatra prosegue nella valutazione della psicofarmaco terapia e lo psicoterapeuta comincia il vero e proprio trattamento psicoterapeutico orientato a pazienti psicotici e schizofrenici;
 
2.      I due dirigenti (psichiatra e psicoterapeuta) decidono il ptogramma e gli enti da coinvolgere:       Terapia riabilitativa psichiatrica consistente nel fare acquisire al paziente quelle abilità sociali e lavorative e di comunicazione. In tale circostanza possono essere inserite le figure degli educatori e degli altri operatori, coordinati dai due dirigenti del programma, psicologo e psichiatra.

3.      Psicoeducazione dei familiari (fondamentali per sapere come comportarsi e le dinamiche da osservare). E’ da valutare l’eventuale psicoterapia individuale di alcuni familiari. In questa fase conoscere la malattie, le caratteristiche e l’importanza del coinvolgimento dei familiari
 
4.      Assistenza sociale e infermieristica: queste due figure vanno coinvolte solo quando indispensabili, per ovvi problemi socio-assistenziali e di somministrazione dei farmaci. Un coinvolgimento precoce potrebbe innescare la deresponsabilizzazione del paziente (terzo nucleo).
 
5.      Incontri di Equipe su come evitare di usare l’assistenzialismo per curare il paziente e usare la responsabilizzazione per aiutarlo veramente (aiutare il paziente a cercare lavoro, per esempio, è diverso da trovargli il lavoro).
 
Anticipatrici di questo indirizzo terapeutico si possono considerare le indicazioni fornite dalla letteratura internazionale. Uno sguardo particolare potrebbe essere dato al manuale di Arieti.
Psichiatra di fama mondiale, autore di uno dei manuali di psichiatria più accreditati e all'avanguardia (American Handbook of Psychiatry), Arieti ci fornisce con questo libro una guida pratica per affrontare quell'esperienza vitale particolarmente critica che è la schizofrenia. 
Da un lato Arieti si mantiene fedele alla concezione tradizionale della psichiatria che definisce la schizofrenia come malattia, anche se, precisa l'autore, non è una malattia come gli orecchioni o il morbillo, e mantiene ancora una certa aura di inesplicabile mistero; dall'altro il suo approccio al problema è quell'empiria, tipica della cultura americana, che tanti progressi ha fatto compiere in campo scientifico e sociale. 
Quindi un volume tradizionale e moderno nello stesso tempo, che si promette di combattere le inesattezze e le concezioni errate, le paure e i pregiudizi e indicare a familiari, amici ed operatori come, attraverso la comprensione, sia possibile partecipare al compito di aiutare il paziente a riconquistare il proprio stato di salute, o quantomeno a migliorarlo in modo significativo.
Il volume è la traduzione di Understanding and Helping the Schizophrenic. A Guide for Family and Friends, pubblicato a New York nel 1979. Si compone di 12 capitoli (le pagine sono 307), scritti con un linguaggio comprensibile anche ai profani, nella migliore tradizione divulgativa statunitense, che si occupano di segnalare i segni premonitori della schizofrenia, di descriverne i sintomi, di enuclearne le possibili cause, di fare il punto sul trattamento, sulla terapia ospedaliera, sulla vita quotidiana e sulla riabilitazione del paziente cosiddetto schizofrenico; spazio viene concesso, inoltre, alla gestione delle emergenze, alla prevenzione e, infine, all'analisi del rapporto tra schizofrenia e creatività.
Un'occasione, questa guida, per una crescita umana, culturale e professionale.